Vi sono diversi Santuari, Chiese e Cappelle dedicati a Nostra Signora della Guardia in varie parti del mondo, in questa pagina ne abbiamo raccolti alcuni.
Vuoi segnalarci la tua “Guardia nel mondo”? Una cappella, una chiesa, una struttura intitolata alla Madonna della Guardia nella tua comunità locale?
Invia a amministr.guardia@libero.it le note storiche e descrittive e alcune foto. La condivideremo su queste pagine!


Le “GUARDIE DEGLI EMIGRANTI”: Rosario, Bernal, Florida e Puerto Deseado (ARGENTINA)


Arrivato a Rosario, nel viaggio compiuto del 2002 in Argentina e Cile, il nostro Rettore, don Marco Granara, si era sentito accogliere da un enorme ed emozionante entusiasmo.
“Grazie, Monsignore – si legge in una targa bronzea consegnatagli all’arrivo a Rosario – la sua visita onora il sogno dei nostri nonni. Famiglia Dellepiane”. A Rosario oggi c’è una grande Chiesa parrocchiale/Santuario e al suo fianco una scuola con 1350 ragazzi, entrambe dedicate alla Madonna della Guardia. Si cominciò con una cappella a spese dei modesti emigranti cha avevano appena risollevato la testa dalla miseria che li aveva spinti a lasciare la Liguria.
Stessa cosa a Bernal (Quillmes) per iniziativa di Gustin Pedemonte di Morego che volle farsi là un’altra “Polcevera” che non poteva non avere al centro la “sua” Guardia. Oggi, dopo la prima Cappella, una grande Chiesa/Santuario, due torri campanarie, una scuola con 2500 ragazzi retti dai Salesiani che, a suo tempo, appena mandati da Don Bosco in quelle regioni di campagna, avevano accolto il desiderio dei genovesi a provvedere così, oltre che al pane, anche alla fede dei figli e discendenti.
Stessa cosa fece la famiglia Rossi a Florida, nella Diocesi di Sant’Isidro. Oggi, bella Chiesa e scuola con 850 ragazzi.
Più in basso, in Patagonia, nel 1884 il Capitano Oneto di Chiavari sbarca e fonda la città di Puerto Deseado e con lei la prima chiesa alla Madonna della Guardia, patrona/fondatrice della città. Storie così, di fatica e di fede, di coraggio e di passione, nello spirito giusto del primo contadino di Livellato e della sua Madonna dei poveri. Una storia che vuol continuare.


Le “GUARDIE ORIONINE”: Tortona e Bonoua (Costa D’Avorio)


Perché “orionine”? Perché direttamente o indirettamente sono nate dal grande cuore di San Luigi Orione.
La prima, la più celebre, la più vicina, costruita quasi materialmente da don Orione vivente, con i suoi chierici, con i suoi primi poveri, è quella di Tortona (Alessandria). Costruita nell’antico quartiere di San Bernardino, è oggi una bellissima realtà, un polo di spiritualità vicina alle fonti di questa grande famiglia religiosa a servizio dei fratelli più deboli, nella fede e nel fisico. Qui, accanto alla “Santa Madonna della Guardia” – venerata da don Orione molte volte al Monte Figogna con indescrivibili pellegrinaggi personali e collettivi da lui organizzati e guidati – sono sorte opere forti di carità. E qui, accanto alla “sua” Madonna, ora riposano anche le sue spoglie mortali. Tutti gli Orionini del mondo, quindi, per questo duplice motivo, hanno a Tortona la loro casa materna.
Stesso disegno ideale – la Madonna “a guardia e sostegno” dei figli più deboli – anche in terra d’Africa, in Costa D’Avorio nei pressi della cittadina di Bonoua. Arrivando dalla capitale amministrativa Abidjan, a circa ottanta kilometri, sulla collina appare uno splendido Santuario frequentatissimo da molti Ivoriani. È il cuore di una grande opera religiosa e caritativa che gli Orionini hanno da tempo impiantato a servizio di poverissimi e disabili di ogni tipo. C’è da prevedere possa diventare sempre più, per questo duplice motivo – Maria e Carità – un “cuore ideale” della nuova Costa D’Avorio. Don Orione con la Sua Guardia è anche altrove: a Victoria (Argentina), a Montevideo (Uruguay) e in tante altre località ancora.


Le “GUARDIE MISSIONARIE”: Bocaranga, Nuzvid, Santo Domingo


Un altro tipo di emigrazione è partita dalle nostre terre: quella dei “missionari” genovesi. Quasi sempre portarono con loro la Madonna della Guardia. Si parla di Cappelle della Guardia in terre esquimesi di cui non conosciamo più le sorti, portate dai missionari Gesuiti genovesi. Poi i missionari genovesi del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) portarono la “loro” Madonna in Birmania, in India (a Nuzvid, con P. Leoncini) e i frati Cappuccini la fecero giungere a Bocaranga, in Centrafrica.
La “missione diocesana” genovese, in tempi più recenti, in collaborazione con la Chiesa di Santo Domingo, ha visto arrivare in un poverissimo quartiere della capitale la statua della Madonna della Guardia benedetta da San Giovanni Paolo II in piazza della Vittoria a Genova, quando il Pontefice venne per i 500 anni dall’Apparizione (1490/1990).
Oggi al Guaricano di Santo Domingo è venerata in una nuova Chiesa/Santuario. C’è ancora una piccola Cappella in Tanzania portata dal P. Lucio Abrami, missionario della Consolata, e forse altre ancora. Possiamo dire che, grazie a queste iniziative, la Madonna della Guardia è una “Madonna missionaria”. E chissà quanti viaggi della Guardia ci saranno ancora nel futuro?


Le GUARDIE del “BUON CONTAGIO”


Che strana espressione è mai questa del “buon contagio”? Ci spieghiamo subito. Ricordate ed evidenziate le Guardie nate da emigranti, orionini e missionari… ci rimangono ancora le più numerose, anche se forse le meno famose “Guardie” nate dalla fede di comunità locali, spesso guidate da pastori fervorosi e valorosi. Salire alla Guardia delle origini, rimanere presi e affascinati da questa Madonna degli umili e sentire il desiderio di perpetuare quel rapporto fruttuoso anche in seguito… è lì la radice di certi veri e propri “trapianti” nel proprio territorio, là dove si vive.
È la storia della Guardia di Gavi, di Gattorna, del Monte Argegna (LU), di Levanto, di Castiglione Chiavarese a Velva, di Alassio, di Godiasco, di Varazze… e di così tante altre località che si fa fatica ad elencarle tutte….
Dietro questi piccoli e grandi nuovi Santuari, alcuni diventati anche Parrocchie per le comunità locali, ci sono persone semplici, con i loro pastori, tutti “contagiati” da Maria, che hanno voluto portarsi a casa, dal Santuario delle origini, non solo un ricordino personale, ma la Madonna stessa, il suo fascino, la sua vicinanza, il suo mandato a tenere gli occhi aperti e a “ricostruire” con Lei. Un santo “contagio”! Tutto da riprendere, alimentare, portare anche altrove. La Madonna della Guardia vuole stare anche lì, con gente umile che la sta a sentire, con preti fervorosi che non si danno per vinti e lì riportare Gesù, l’unico salvatore dell’uomo, ieri, oggi e sempre.