

Il santuario
La basilica
Capolavori d'arte e memoria storica tra le navate del Santuario
In stile cinquecentesco, lunga 49 metri e larga 26, a croce latina con tre navate divise da otto archi a tutto sesto, la basilica รจ sormontata da una cupola ottagonale alta 40 m. sul lato est della basilica, la maestosa torre campanaria (45 m.), ultimata nel 1899 su disegno dellโing. guglielmo calmieri e le cui campane sono state rinnovate nel 2026.
Nel 2026 lโincastellatura delle campane eโ stata completamente rifatta.
Navata centrale e contro-facciata: sono interamente coperte da affreschi (1963-1966) di Antonio Giuseppe Santagata. Soggetti: il fatto dellโApparizione, alcune scene della vita della Madonna e, nelle vele delle finestre, i versetti dellโAve Maria. Nella contro-facciata della chiesa: lโofferta a Maria del โcuore della cittร โ da parte del Card. Giuseppe Siri.


Mirabili gli affreschi della cupola del pittore L. Arzuffi: la gloria di Maria tra gli angeli e i Santi protettori della Repubblica di Genova. Nella parte inferiore lโarrivo di Colombo nel nuovo mondo e altri episodi della storia di Genova โcittร di Maria Santissima. Nei pennacchi, i Dottori โmarianiโ della Chiesa: S. Bernardo, S. Giovanni Damasceno, S. Cirillo e S. Efrem.
Nel Transetto: le pitture della volta, iniziate da GB. Semino nel 1941 e interrotta a causa della guerra, sono completate nel 1945 dallโArzuffi. Raffigurano la Vergine e vari episodi della sua vita: la Nascita di Maria e la Visita ad Elisabetta, la Presentazione al tempio e lo Sposalizio.
La Cappella del transetto sinistro รจ dedicata alla Vergine incoronata e a SantโEusebio: in basso, sullโaltare,La statua marmorea di S. Eusebio, del 1544 e in alto, la preziosa nicchia del Parracca del โ600, con la statua della Vergine della Guardia, incoronata nel 1652 dal Cardinale Durazzo; ai lati, le statue seicentesche del medico S. Pantaleo e S. Michele, (invocati per mali del fisico e dello spirito), tutte provenienti dalla vecchia chiesa del 1530.
La Cappella del transetto destro รจ dedicata al Sacro Cuore. Sotto lโaltare, notevole il presepe marmoreo di Gian Domenico Carli; ai lati, le statue di S. Domenico e S. Caterina da Siena. La Cappella รจ, oggi, caratterizzata dai โfiocchi dei neonatiโ, donati dai genitori allโatto di affidamento dei Bimbi a Maria.
Presbiterio e coro: lโaffresco della volta, lโIncoronazione della Vergine, รจ opera del Semino, quelli del catino absidale, lโAnnunciazione, lโImmacolata e la Madonna ai piedi della croce, sono dellโArzuffi.
La Penitenzieria: tre vetrate, raffiguranti le apparizioni al Pareto e la Mater Ecclesiae, questโultima, su disegno del Santagata. Sul lato destro vicino alla Sacrestia, la tomba di Mons. Pietro Malfatti, rettore del Santuario dal 1899 al 1949, con bassorilievo bronzeo dello scultore G.B. Airaldi.
LโAltare Maggiore in marmo bianco statuario, รจ realizzato da Angelo Ortelli su disegno dellโArch. Raffaello Salvatori (1940) Ornato di colonnine scanalate in onice con basi e capitelli in bronzo dorato. Sulla fronte, le statue di Mosรจ e del Profeta Elia, di Umberto De Giovanni; dello stesso scultore, il paliotto in bronzo dorato dellโUltima Cena. Per adeguarsi alle moderne esigenze liturgiche la mensa dellโaltare รจ stata riadattata nel 1994, dallโArch. Giorgio Gnudi. Sue anche la cattedra e lโambone.




Sulla sinistra il caratteristico โCristo neroโ processionale della prima metร del โ900.
Centrale, alle spalle dellโaltare, il tempietto con la statua lignea della Madonna della Guardia, fine opera con colonne, angeli e putti dello scultore Antonio Ricchini (1899).
Trattasi di una delle piรน belle di Antonio Giuseppe Canepa (1894). Lโinterno dellโedicola marmorea รจ rivestito, dal 1944, di mosaico a oro zecchino. La statua รจ stata incoronata dallโArcivescovo Beato Tommaso Reggio, a nome di Papa Leone XIII, il 10 giugno 1894.
La Rosa dโOro ai piedi della Vergine รจ il dono di Papa Benedetto XVI nella sua visita al Santuario il 17 maggio 2008.
Il S. Rosario che si trova nella parte inferiore del tempietto รจ stato donato da S. Giovanni Paolo II quando il 22 settembre del 1985 giunse al Santuario come pellegrino.
Inserito fra i mobili in noce massiccio, lโantico altare della prima chiesa il cui paliotto raffigura, in bassorilievo, per la prima volta (prima metร del โ500) la scena dellโapparizione con la Madonna ed il Pareto.
Cappelle laterali: nella navata sinistra la Cappella di San Giovanni Battista altra pregevole statua di Antonio Giuseppe Canepa. Nella navata destra la Cappella di San Giuseppe, opera dello scultore Ortelli; a fianco sullโaltare, il quadro del Torriglia (1895), discepolo del Barabino, raffigurante lโApparizione della Vergine a Benedetto Pareto. Alla parete il Crocifisso settecentesco del Maragliano.
















