L’editoriale: tempo di carestia, solo Dio può saziarci

di Don Andrea Robotti

La parola “carestia” normalmente fa riferimento alla mancanza o alla grave insufficienza di cibo causata da guerre, crisi economiche o eventi naturali catastrofici.

Già papa Francesco, nel Messaggio Urbi et Orbi del S. Natale 2022, ci metteva in guardia da un altro tipo di carestia e affermava: «Il nostro tempo sta vivendo una grave carestia di pace». Essa, purtroppo, non si è fermata, anzi, continua a estendere i suoi effetti in larga parte del globo.

Le notizie che ascoltiamo delineano un mondo dominato da guerre, violenze, interessi economici e sfruttamento. Ci sentiamo sopraffatti da questi eventi e ci chiediamo come possiamo reagire. Papa Leone chiarisce che «quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica» (Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 2026).

Non solo nel mondo della politica, delle relazioni internazionali, della diplomazia, la pace sembra qualcosa di irrealizzabile, ma anche nel nostro piccolo mondo fatto di rapporti familiari, di contatti interpersonali in parrocchia e sul lavoro. Siamo chiamati come cristiani a offrire una testimonianza di comunione in cui al centro c’è il Signore Gesù e non le nostre visioni ecclesiali, le nostre rigidità mentali, le nostre rivendicazioni personali. Riusciremo a dare questa testimonianza e ad essere strumenti della pace che è, innanzitutto, dono di Dio?

Ma mi chiedo: da dove nasce questa carestia di pace? Una risposta, non certo esaustiva, può essere questa: da una carestia di umanità! Anche se siamo persone con una maggiore cultura rispetto al passato, spesso non sappiamo vivere. Le nostre relazioni umane sono fragili, scadenti e, anche le parole diventano armi per contrastare gli altri e affermare i nostri deliri di onnipotenza e di superiorità. Facciamo fatica a costruire legami profondi e solidi; l’individualismo ci porta a pensare solo ai nostri bisogni personali e ci rende incapaci di pensare al bene comune.

Noi cristiani sappiamo che la carestia di umanità è la conseguenza di una carestia di Dio. Scegliere di fare a meno di Dio non ci ha resi migliori, ci ha resi più poveri di Amore, di Misericordia, di umiltà! Allontanandoci dal Signore, non abbiamo trovato noi stessi, ma un vuoto profondo: noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio e negare questo legame ci ha portato a perdere il senso e lo scopo della nostra esistenza terrena. Molto efficacemente il Concilio Vaticano II affermava: «La creatura senza il Creatore svanisce!» (Gaudium et Spes n. 36).

Di fronte a queste tre carestie abbiamo un pane che può saziare: la Parola di Dio. Gesù nel Vangelo della I domenica di Quaresima afferma: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Anche qui alla Guardia, nel nostro caro Santuario, vorremmo poterlo offrire con generosità e dedizione a tutti! Vi invitiamo a partecipare alle funzioni del Mercoledì delle Ceneri e alla Via Crucis nei venerdì di Quaresima per vivere insieme il cammino di conversione e di ascolto della Parola di Dio.

Concludo con le parole di papa Leone: «Il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che offre loro la speranza più grande» (Te Deum di ringraziamento 31-12-2025).

«Sentire meglio per pregare meglio!».

Con queste parole don Andrea Robotti ha invitato i fedeli e i devoti della Madonna della Guardia a contribuire a un progetto importante: il rifacimento del vecchio impianto di amplificazione del Santuario. Grazie alle moderne tecnologie, si può garantire una migliore qualità del suono e venire incontro alle esigenze dei fedeli. Siamo grati a tutti coloro che ci hanno già aiutato e a quelli che lo faranno in seguito. Chi vuole, può fare una donazione attraverso un bonifico bancario indicando come causale: Contributo rifacimento impianto amplificazione. Ecco i nostri dati: C/C bancario n.4355 BPER Banca IBAN: IT42O0538701400000047004355 Amministrazione Santuario N. S. della Guardia.