L’editoriale: a Natale riviviamo il Giubileo della speranza

di Don Andrea Robotti

«Pellegrini di speranza»: queste le parole risuonate con forza in questo anno giubilare sia nella Chiesa universale, sia qui alla Guardia, dove tante iniziative e tanti appuntamenti ci hanno aiutato a scoprire, gustare e testimoniare la grandezza della misericordia di Dio.

È stato davvero un «anno di grazia del Signore» (Luca 4,19). Papa Francesco, e poi papa Leone XIV, hanno incoraggiato tutti a mettersi in cammino per ricercare il senso della vita e trovare una speranza che non illuda e non deluda.

Anche noi abbiamo vissuto momenti importanti, a partire da sabato 4 gennaio, quando il card. Angelo Bagnasco ha aperto qui l’anno giubilare.

I pellegrinaggi, organizzati da molte realtà ecclesiali, hanno segnato tappe significative della vita di questo Santuario, che ha avuto nella festa della Madonna della Guardia e nel Giubileo della Spiritualità Mariana il suo cuore. A queste celebrazioni si sono aggiunti tanti altri momenti: la S. Messa giubilare della domenica pomeriggio, gli incontri di approfondimento sulla bolla di indizione dell’Anno Santo, i Rosari meditati, la realizzazione del progetto Santi e Beati alla Guardia, il ricordo dell’Apparizione della Madonna della Guardia il 29 di ogni mese… Mi sembra, però, fondamentale ricordare la centralità del Sacramento della Riconciliazione: nel segreto del confessionale la grazia di Dio ha agito nel cuore delle persone, rialzandole dai loro peccati e dalle loro mediocrità. Tanti fedeli, tutti accolti ed invitati ad essere seminatori di speranza, sono arrivati per celebrare il “loro Giubileo”, partecipando a celebrazioni comunitarie o, invece, preferendo venire nella calma e nel silenzio di un giorno feriale.

Adesso, però, occorre chiederci: cosa è rimasto di tutto questo?

Il Giubileo è stato una forma di consumismo religioso, dove si sono susseguiti incontri e appuntamenti che mi hanno lasciato come prima? Oppure è stato la ripetizione sterile di gesti del passato?

È vero, anche le realtà più belle possono essere rovinate da abitudine e superficialità, ma spero che questo Anno giubilare sia stato per tutti un risveglio interiore per prendere coscienza che «noi portiamo impressa in noi stessi una somiglianza, una parentela, una dignità, una bellezza divina» (Paolo VI, Discorso a tutti i pellegrini dell’Anno Santo, 25 aprile 1975).

È certo difficile fare del Giubileo un bilancio spirituale: esso richiede gli occhi della fede e può realizzarsi solo nel segreto della coscienza di ciascuno. Pio XII paragonava l’Anno Santo del 1950 a un albero splendidamente fiorito, chiamato a far crescere e maturare i frutti (Radiomessaggio per il Natale dell’Anno Santo, 23 dicembre 1950).  È un’immagine molto potente, che ci interroga sulla reale incidenza del Giubileo nel mondo, nella società civile, nelle realtà ecclesiali e anche nella nostra anima. Quali sono dunque i frutti del Giubileo?

I segni di speranza (cfr. il documento di papa Francesco Spes non confundit) si sono tradotti in realtà? Abbiamo accolto la Parola di speranza nel pellegrinaggio della nostra esistenza umana?  Mi piace ricordare una frase di S. Giovanni Paolo II, pronunciata pochi giorni prima della conclusione del Giubileo del 2000. È un messaggio sempre attuale di grande fede e speranza: «Ripartire da Cristo! È questa la parola d’ordine che deve accompagnare la Chiesa… Tra qualche giorno la Porta Santa si chiude, ma più che mai resta spalancata la Porta viva che è Cristo stesso» (Auguri natalizi ai Cardinali e Membri della Curia Romana, 21 dicembre 2000). 

Carissimi pellegrini, devoti della Madonna, amici del Santuario, rivolgo un invito speciale a tutti voi. Sabato 27 dicembre alla S. Messa delle ore 16 concluderemo l’Anno Santo qui alla Guardia. Mi piacerebbe, per quanto è possibile, avervi presenti. Sarà una celebrazione semplice, di famiglia, per ringraziare il Signore dei benefici che ci ha elargito con abbondanza e rinnovare la nostra volontà di seguire Cristo. Abbiamo invitato anche le Congregazioni religiose che hanno collaborato per realizzare il progetto Santi e Beati alla Guardia! La loro presenza ci ricorderà che la santità è un dono che Dio offre a tutti nel loro specifico stato di vita.

Maria, Regina della Guardia, ci custodisca e ci aiuti a non perdere la Speranza!