di Don Andrea Robotti
Qualche giorno fa mi è capitata fra le mani una immagine di Benedetto Pareto diversa dalla solita iconografia, che lo ritrae in ginocchio davanti alla Madonna col Bambino in cima al monte Figogna. In tale rappresentazione si vede questo contadino nell’atto di parlare ai suoi compaesani e di raccontare quello che gli era successo.
Questa scena mi ha aiutato a mettere a fuoco una qualità che sicuramente Benedetto Pareto aveva: quella di essere una persona coinvolgente. Non dev’essere stato facile parlare dell’Apparizione che aveva ricevuto e trovare l’aiuto necessario per costruire la cappella che la Madonna gli aveva chiesto di edificare. Forse avrà incontrato indifferenza, derisione, giudizi… ma non si è arreso.
Dove ha trovato la forza per andare avanti?
Penso che possiamo mettere in risalto due aspetti fondamentali: una fiducia incrollabile nelle parole della Madonna e il miracolo della sua guarigione. Infatti la Madonna di fronte ai dubbi e alle perplessità di Benedetto affermò: “Non temere di questo, farò che sarai soccorso ed aggiutato da ogni parte, fa’ quello che ti dico, darai principio subito al fondamento, che non ti mancherà cosa alcuna necessaria alla detta fabbrica”. Queste parole, pronunciate con dolcezza e autorità, convinsero questo semplice contadino. Aveva capito di non aver avuto un miraggio, ma di aver ricevuto una missione: costruire una cappella per ricordare a tutti l’importanza di mettere al centro della nostra vita il Signore, la preghiera e l’Amore di Dio.
Però si mise all’opera solo dopo essere stato salvato da morte certa. Il miracolo che aveva ricevuto è divenuto per lui (ma anche per la moglie, per i suoi compaesani e per noi oggi) un segno della veridicità dell’Apparizione che egli aveva ricevuto. Se davanti a quello che era successo sul monte Figogna si poteva dubitare, non si poteva più dubitare di fronte alla sua guarigione miracolosa.
Egli è riuscito ad essere coinvolgente perché si è lasciato coinvolgere dal progetto di Dio e della Vergine Maria. Infatti proprio l’esperienza che aveva vissuto sul monte Figogna e il miracolo ricevuto lo hanno spinto a uscire dalla sua solita vita, per dare una testimonianza di fede. Dove poteva trovare quella forza e quella determinazione? Potremmo dire che anche questo è un “miracolo”! Un anonimo contadino di poca cultura diventa un punto di riferimento per tante persone che vogliono costruire non solo una chiesa, ma anche la Chiesa, la comunità dei credenti in Cristo.
Vedo in questo atteggiamento di Benedetto delle somiglianze con il comportamento degli apostoli. San Giovanni Crisostomo spiega, molto meglio di me, quello che voglio dire: “Infatti come poteva venire in mente a dodici poveri uomini, e per di più ignoranti, che avevano passato la loro vita sui laghi e sui fiumi, di intraprendere una simile opera? Essi forse mai erano entrati in una città o in una piazza. E allora come potevano pensare di affrontare tutta la terra? […..] È evidente perciò che, se non lo avessero visto risuscitato, e non avessero avuto una prova inconfutabile della sua potenza, non si sarebbero esposti a tanto rischio” (Omelie sulla prima lettera ai Corinzi 4,3.4).
L’incontro con Dio e con la Vergine Maria cambia la vita, dà coraggio e offre una missione nuova. Questo testimoniano gli apostoli, Benedetto Pareto e tante persone che, nella storia dell’umanità, si sono lasciate coinvolgere dal Signore e dalla Sua Parola.
Ora vogliamo guardare a noi, alla vita delle nostre famiglie e alle nostre comunità parrocchiali. Riusciamo ad essere coinvolgenti e appassionati testimoni del Vangelo? Ci sentiamo toccati dall’Amore di Dio e pronti a condividere questa nostra esperienza con i nostri fratelli e sorelle? Alcune volte essere coinvolgenti significherà invitare qualcuno a fare servizio insieme in una mensa per persone in difficoltà, altre volte significherà accompagnare qualcuno alla S. Messa, altre volte ancora significherà andare a trovare un malato…
Sappiamo che essere coinvolgenti nella fede e nella carità richiede delicatezza, sorriso e gentilezza, ma non vogliamo abituarci a coltivare atteggiamenti di chiusura e di freddezza, che portano ad escludere il prossimo e a dedicarci ai nostri interessi personali.
Il Santuario che oggi si trova in cima al monte Figogna è testimone che il cammino iniziato il 29 agosto del 1490 è capace ancora di coinvolgere nuove persone. Anche tu sei fra queste?
