L’editoriale: una bella festa!

Don Andrea Robotti

Dopo la Solennità della Madonna della Guardia tanti fedeli e pellegrini mi hanno avvicinato dicendomi che il 29 agosto c’è stata «una bella festa!». Sentire questa frase mi ha fatto molto piacere, ma mi sono anche interrogato su che cosa significhi «una bella festa».

L’avvio della processione dalla cappella dell’Apparizione il 29 agosto 2025 (foto: Il Cittadino)

Quando parliamo con degli amici e diciamo di aver fatto un bel pranzo, di solito, significa che si è mangiato bene e in abbondanza. Quando affermiamo di avere un bel lavoro, spesso, intendiamo dire che lo stipendio è buono e che abbiamo degli orari compatibili con le nostre esigenze personali e familiari. Se ho la consapevolezza di avere una bella famiglia, probabilmente, è perché penso che siamo uniti, capaci di aiutarci e sostenerci.

Mi sono chiesto: cosa fa bella una festa come quella della Madonna della Guardia?

Sicuramente il tempo atmosferico favorevole, la partecipazione di tante persone, una buona organizzazione…

Penso, però, che il cuore della festa stia nel riuscire a suscitare nelle persone il desiderio di Dio e di una sincera conversione. Infatti, quando l’Amore di Dio tocca il nostro intimo, entra una luce nuova e tutto riprende vita. Riesce a smuovere le nostre piccole sicurezze, ci fa capire che cambiare è possibile, ci ricorda che costruire un mondo migliore non è un’utopia e che pregare non è una perdita di tempo.

In questo anno giubilare, abbiamo avuto la grazia, attraverso la presenza dei vari Vescovi liguri, di vivere una novena particolare. Ognuno di loro ci ha offerto degli spunti importanti per il nostro cammino di Fede. Desidero ringraziarli ancora per il tempo che ci hanno donato, per le parole che ci hanno regalato, ma soprattutto, per la loro testimonianza di pastori della Chiesa al servizio del gregge di Dio.

Un messaggio fondamentale

Il messaggio di Speranza che questo Giubileo ci ha portato è veramente importante. Infatti, la speranza cristiana «non illude e non delude, perché è fondata sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino» (Spes non confundit, 3).  Anche nel deserto delle nostre esistenze, in mezzo alle fatiche e delusioni della vita, l’Amore di Dio riesce a raggiungerci. Nulla è perduto! Possiamo salvarci e diventare piccoli strumenti di salvezza per la nostra famiglia, per i nostri vicini…

Mi auguro che la solennità della Madonna della Guardia sia stata “una bella festa” in cui molte persone abbiano avuto la possibilità di vivere un’autentica esperienza di fede. I giorni della novena e della festa sono stati un’opportunità, un’occasione favorevole che spero in tanti abbiamo colto.

Voglio ringraziare tutti i volontari e collaboratori che si sono impegnati con passione e sacrificio per preparare e vivere al meglio questo giorno in onore di Maria, Regina della Guardia. Sono stati i nuovi Benedetto Pareto che, rispondendo all’invito della Madonna, hanno donato tempo ed energie per la riuscita di questa festa. Un ringraziamento speciale alle suore Brignoline, in particolare, suor Sara e suor Lina, che il 29 agosto, come tutti gli altri giorni dell’anno, sono state al servizio di Maria e del Santuario con umiltà, fedeltà e precisione.

La mia gratitudine va, infine, ai vari sacerdoti che si sono resi disponibili per offrire il perdono di Dio attraverso il sacramento della Riconciliazione. Infatti, per molti pellegrini andare alla Guardia significa confessarsi, e don Giovanni Maria, don Jordano, don Isidoro, don Sergio (e tanti altri durante la novena) con discrezione e costanza sono stati il volto della Misericordia del Signore per le numerose persone che hanno, poi, ripreso il cammino della vita con gioia e maggiore fiducia nel Signore.

Ora che è finita la festa, mi piace ricordare che ogni giorno dell’anno il Santuario è aperto e che anche oggi a ciascuno di noi, come il 29 agosto del 1490 a Benedetto Pareto, Maria ripete questo invito: «Avvicinati a me e non temere che io sono la madre di Gesù Cristo!».