Si ritorna – in ricerca condivisa – sotto gli alberi del piazzale alla Guardia!

“Assuefatti” o “ancora pensanti”? Anche al Santuario, come nella vita, ci pare di poter caratterizzare anche così la nostra gente. Qualcuno ha scritto che “c’è qualcosa di peggio della malvagità: è l’assuefazione”! Al nostro Santuario approdano ancora una serie di persone appartenenti alla categoria degli “assuefatti”, anche nei confronti della qualità della propria fede e appartenenza religiosa. “A modo mio, credo”!  Punto e basta! “Si è sempre usato così… ” E così, si continua a fare. Si usa “confessarsi”…  e ci si va a confessare. Poi non si sa che dire, perché da sempre si è fatto così: ci si ingi­nocchia e si dice di non aver niente o ben poco da dire. E questo dovrebbe essere il “Sacramento del perdono”. Ha un bel dire la Chiesa nell’insegnare che si tratta di un itinerario di “Riconciliazione”, di “Penitenza… No, noi si è sempre fatto così, e via… Ma, grazie a Dio il muro dell’assuefazione, qua e là si sta incrinando. Che bellezza che si insinui il dubbio che “forse” non è proprio così, che “forse” si è sbagliato qualche calcolo. Quando i risultati di una certa assuefazione sfociano in delusioni, in famiglia, in società, dappertutto. C’è ancora qualcuno che scappa e si nasconde dietro un dito, “sperando in meglio”. Ma ormai il giochino è finito. Sono sempre di più quelli che si pongono certi “perché”, “come mai”, “come può essere”.
Il Santuario – da anni, ormai – apre una “bottega del dialogo e della ricerca” non solo in ogni singolo confessionale, alla penitenzieria dietro l’altare, ma anche altrove. Ogni domenica estiva, sotto gli alberi del grande piazzale della Basilica, dalle 15 alle 17. Seduti, con accesso libero, a ruota libera. Un incontro informale: come quelli di Gesù sulla collina, al porto, a cena, in cammino, dalla barca… dovunque pronto ad accogliere e a valutare con gli interessati di tutto e di più: dubbi, richieste impossibili, valutazioni di cose intricate e inquietanti. Una “ricerca comune, sempre più appassionata” di una chiarezza maggiore, del bandolo di una soluzione, in vista di una Fede più matura e più seria.

Allora: chi vuoi passare dall’assuefazione alla ricerca? Chi conosce amici, colleghi, familiari, che questo problema si pongono e sarebbero forse interessati? Chi vorrà passare qualche domenica pomeriggio alla Guardia ad appassionarsi con altri intorno a “cose serie”? Chi ci dà una mano a suonare la tromba per questo richiamo nel suo ambiente di vita? Ogni domenica da luglio a tutto settembre, dalle 15 alle 17 sotto gli alberi del piazzale del Santuario. Possiamo sognare di veder salire e mettersi in ricerca, non solo singoli e coppie, ma anche dei gruppetti di amici dello stesso ambiente? Chi ci sta?

 

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